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Newsletter di lunedì 06 febbraio 2023
Sommario

Dalle sfide post covid alle opportunità e agli strumenti da mettere in campo: questo lo spirito e l’obiettivo al centro del Consiglio Nazionale indetto da ANDISU.

Tutti gli organismi ed enti di diritto allo studio che operano a livello regionale sono invitati a un incontro che si svolgerà a Roma, il prossimo 22 novembre, per tirare le somme sulle attività svolte e programmate per far fronte al Dm 1320 del 2021.

A un anno dall’emanazione del decreto ministeriale che ha previsto l’incremento del valore delle borse di studio (con l’ulteriore aumento previsto per le studentesse iscritte ai corsi di laurea STEM) oltre al potenziamento dell’offerta abitativa nazionale, l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio chiama a raccolta gli organismi territoriali per fare un bilancio e programmare le nuove attività future. Delineare gli strumenti e le linee guida per operare, in autonomia ma allo stesso tempo in cooperazione, a favore della scolarizzazione e contrastare, con più mezzi, la dispersione scolastica, garantendo un percorso scolastico e universitario inclusivo e pienamente accessibile.

L’appuntamento è fissato per martedì 22 novembre, alle ore 14:30, presso l’Università La Sapienza si Roma, all’interno della Facoltà di Giurisprudenza, nell’Aula Calasso.

Ad aprire il Consiglio sarà il Presidente di ANDISU, Alessio Pontillo. Si partirà poi con una riflessione e confronto sul tema del dm 1320 e sulle opportunità e azioni legate al PNRR che ha sicuramente cambiato e dato un input diverso alle attività dell’organismo.

Nel pomeriggio si parlerà anche dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi per il diritto allo studio universitario): sono infatti in corso i lavori che porteranno a una nuova definizione della normativa in atto, per superare il dpcm datato 2001. A far parte del tavolo ministeriale di lavoro è anche il Professor Maurizio Zani del Politecnico di Milano che, nel corso dell’incontro, racconterà lo status attuale delle tematiche affrontate.

Nell’ordine del giorno anche “Edilizia universitaria: attività e sviluppi futuri”, una tematica che sarà affrontata dal Prof. Giuseppe Catalano del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Commissione paritetica alloggi e residenze per studenti universitari. L’emergenza abitativa, acutizzata dalla pandemia, ha impattato ovviamente anche sul tema delle residenze universitarie diventando, di fatto, un diritto correlato e dipendente al diritto allo studio.

L’obiettivo da perseguire è quello di rispettare e applicare sostanzialmente (e non solo formalmente) l’articolo 34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” Una legge costituzionale che oggi, ancora di più, è un monito per tutte le realtà, istituzionali e territoriali, che collaborano per garantire il diritto sancito dalla Costituzione.

La salvaguardia e il potenziamento del diritto allo studio è una causa che interessa tutti e che, per vedere la sua completa realizzazione, necessita del supporto di più enti e realtà. Due le parole chiave: dialogo e innovazione.

Come implementare il diritto allo studio e la relazione, necessaria, fra territorio, politica, università ed enti è stato il tema al centro del dibattito organizzato da ER.GO e dall’Università Alma Mater di Bologna, in un convegno che si è tenuto, lunedì 7 novembre, presso l’Aula Absidale di Santa Lucia.

Una giornata interamente dedicata all’analisi dei numeri e delle riflessioni per contrastare la disuguaglianza educativa. L’incontro è stato organizzato e coordinato da Patrizia Mondin, Vice Presidente di ANDISU e Direttore Generale di ER.GO.

Diritto allo studio, Rettore UniBo: “L’articolo 34? La nostra guida”

Ad aprire il convegno è stato il Rettore dell’Università, il Prof.Giovanni Molari: “Questo è un convegno aperto a chi opera per un'università migliore, più aperta e più giusta. Voglio fare una riflessione profonda: il diritto allo studio non è una causa di un solo ateneo, ma è una causa che ci invita tutti alla sinergia. Il diritto allo studio è scritto a chiare lettere nel nostro ateneo e riguarda il nostro paese. L’articolo 34 della Costituzione è la nostra guida. In questi giorni si è acceso il dibattito sul concetto di merito e non vogliamo che si perda la parte più importante della difesa del diritto allo studio ossia che anche coloro “privi di mezzi” devono vederlo garantito. Il sistema d'istruzione universitario deve accogliere i talenti di tutti e rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Per farlo abbiamo, per esempio, aumentato il contributo affitti per migliorare la qualità della vita. Avremo bisogno di una collaborazione sempre più attiva con le varie istituzioni ed enti per garantire uno degli impegni più importanti del nostro futuro”.

Assessore Salomoni sulle diseguaglianze sociali: “In campo molti interventi per contrastarle”

Un incontro che ha visto la presenza anche di figure istituzionali e politiche come Paola Salomoni, Assessore Regionale alla Scuola, Università e Ricerca, che ha parlato dell’importanza del diritto allo studio nel capoluogo emiliano: “Molte persone vengono a vivere a Bologna per l’Università. Le diseguaglianze sociali sono aumentate esponenzialmente e lo vediamo anche nel diritto all’abitare che è un diritto complementare al diritto allo studio. Dobbiamo aumentare i posti letto, stiamo mettendo in campo anche interventi importanti sulla mobilità e dobbiamo costruire le condizioni armoniche per far convivere la città con l'economia della notte. C’è un'inversione di tendenza grazie a una collaborazione proficua e costante per garantire il diritto allo studio”.

Diritto allo studio, la soluzione di ANDISU: “Metodologie innovative e sinergia fra enti”

A intervenire nel dibattito svoltosi in mattinata anche Alessio Pontillo, Presidente di ANDISU, che ha parlato del cambiamento e della sinergia necessaria tra istituzioni ed enti: “Questo rappresenta un periodo di grandi cambiamenti nella realizzazione del diritto allo studio. L’Emilia Romagna sta facendo un grande lavoro, per esempio, sul diritto all’abitare (così come altre regioni d’Italia) e anche il Ministero sta intervenendo in maniera importante grazie alle risorse del PNRR. Dopo anni in cui i servizi per il diritto allo studio venivano realizzati in maniera canonica ora si stanno sperimentando delle attività nuove secondo metodologie innovative. Stiamo facendo innovazione in tema di diritto allo studio”.

Ogni ente può dare quindi il buon esempio. Pontillo ha ricordato: “L’equità sociale non è più sacrificabile: stanno aumentando le disparità ed è cambiato il fabbisogno della nostra società e abbiamo l’obbligo di garantire la facilità d’accesso al diritto allo studio. Ogni regione può avere un suo modello specifico di organizzazione, ma questo può avere dei lati positivi: lo sforzo che ANDISU e gli Atenei devono compiere è quello di valorizzare le buone pratiche a livello territoriale per poterle estendere all’intero territorio nazionale”.

Il contributo del PNRR

Superare i tempi della pubblica amministrazione grazie anche alla proattività dei singoli enti territoriali, oltre che con il supporto del PNRR: “La capacità degli enti di essere proattivi dipende anche dalla loro dinamicità e dalla loro voglia di tutelare gli studenti. Lo facciamo perché crediamo nel nostro lavoro e perché siamo a contatto diretto con i ragazzi. Il quadro nazionale è finalmente in profondo mutamento. Si stanno realizzando una serie di innovazioni che gli studenti aspettano da tempo, complice anche il PNRR che fissa degli obiettivi. Il diritto allo studio sta cambiando e gli enti sono disponibili ad aprirsi a una serie di innovazioni sul metodo da adottare e sui servizi”.

Diritto allo studio e normativa, la riorganizzazione

Maurizio Zani, Membro del Comitato Esecutivo ANDISU, è intervenuto in qualità di componente del tavolo ministeriale sui LEP. Zani sarà fra gli autori del nuovo decreto che dovrebbe superare il contesto normativo sul quale gli enti di diritto allo studio si muovono attualmente (il dpcm del 2001). “Sono abituato a studiare sistemi complessi che non hanno soluzioni semplici e il nostro lo è. Sicuramente bisogna partire dai numeri. L’altra parola chiave riguarda le competenze che vanno messe a sistema. Serve quindi una stabile rete di dialogo. C’è stata la riorganizzazione del Ministero e ci interfacciamo con Ministri e Direttori differenti e questo ha richiesto tempistiche più lunghe, ma ho visto un modo proficuo di collaborare. Il diritto allo studio è composto da un insieme di elementi quali la tutela della disabilità, le problematiche relative alla mobilità, alla connessione, al servizio psicologico e alla questione di genere”.

Sullo stato dei lavori legislativi il Dott. Zani ha concluso: “I temi sono tanti e vanno trattati per la pluralità degli studenti. Ad aprile scorso è stato convocato il tavolo sui livelli essenziali delle prestazioni (LEP) al quale partecipano Ministero, Università, Regioni ed Enti al diritto allo studio. Si è partiti con l’elaborare la parte normativa del diritto allo studio. Il tavolo ha poi costituito un sintetico gruppo di lavoro per costruire una bozza di quello che sarà il decreto e ha quasi sostanzialmente concluso il suo iter. Quando la bozza sarà pronta verrà riportata al tavolo dei LEP per discuterne e vedere se tutto è stato previsto e capire quanto cuberà l’operazione. In 10 anni tante cose sono cambiate e anche la sensibilità al diritto allo studio”.