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Newsletter di lunedì 06 febbraio 2023
Sommario

Presentate le Linee Programmatiche al Parlamento, ANDISU: Esprimiamo grande apprezzamento per l’interessamento della Ministra, è però necessario investire di più sul diritto allo studio”

Il diritto allo studio deve tornare al centro dell’agenda politica per la crescita e lo sviluppo del paese.

Per questo, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha promesso un aumento delle borse di studio e oltre 100.000 posti letto a disposizione per gli studenti con un intervento significativo da qui al 2026.

La possibilità di completare un percorso universitario dipende da molti fattori, ma sicuramente giocano un ruolo fondamentale le condizioni socio economiche. Per rendere quindi il diritto allo studio un diritto non solo formale, è necessario abbattere le forme di discriminazione e di disparità che possono verificarsi e garantire pari opportunità di accesso al mondo della formazione.

Ministro Bernini: “Interventi sul diritto allo studio? Un dovere”

Al centro dell’agenda politica, il neo Ministro Anna Maria Bernini ha posto il diritto allo studio parlando non solo della necessità, ma del “dovere” di effettuare interventi strutturali per il futuro del Paese. Fra questi sono previste delle agevolazioni per gli studenti come l’aumento della platea delle borse di studio oltre ad azioni sulle residenze universitarie, necessarie soprattutto per fronteggiare l’emergenza abitativa presente in molte città italiane.

Su questi aspetti ANDISU ha espresso soddisfazione, sottolineando la necessità di investire di più per far fronte a una domanda sempre più pressante.

La crisi fa aumentare la richiesta di sussidi per lo studio

Il covid, la pandemia, la guerra e la relativa crisi economica hanno portato a un aumento delle persone che versano in condizioni di difficoltà socioeconomica e che non riescono a sostenere i costi dello studio.

Tale nuovo investimento nel diritto allo studio consentirà di proseguire anche nel 2024 e 2025 il potenziamento dei servizi per gli studenti più vulnerabili già avviato con il PNRR.

Il Presidente di ANDISU, Dott. Alessio Pontillo, ha commentato le linee programmatiche presentate dal Ministero riflettendo su come il diritto all’istruzione sia anche il motore di una crescita economica nazionale: “Condivido l’importanza strategica per l’Italia, riconosciuta dalla Ministra, della tutela del diritto allo studio. È fondamentale che il nostro Paese investa strutturalmente una maggior quantità di risorse finanziarie nella tutela del Diritto allo Studio. L’istruzione è infatti il principale fattore di sviluppo sociale ed economico a medio e lungo termine”.

Al centro delle Linee Programmatiche, ovviamente, anche la questione PNRR. Come già evidenziato in sede di Consiglio Nazionale, ANDISU ha sollevato le opportunità, ma allo stesso tempo le sfide critiche, soprattutto relative alla rendicontazione, collegate all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

A tal proposito il Ministero ha sottolineato che vi è l’intenzione di creare un ecosistema nazionale della ricerca basato sulla capacità di fare rete tra università, enti DSU e imprese.

PNRR? I fondi non bastano

Il PNRR se da un lato apre a nuove e più intense opportunità, dall’altro lato pone delle condizioni. Oltre a questo i fondi potrebbero non bastare per concedere le borse di studio a tutti gli aventi diritto.

Criticità emerse più volte nel corso degli incontri svolti da ANDISU con i propri associati gli enti del DSU. Pontillo ha quindi dichiarato: “La recente iniezione di risorse PNRR nelle borse di studio rischia di essere insufficiente, con conseguente ricomparsa di studenti idonei, ma non beneficiari di borsa di studio, figura paradossale e in larghissima parte abolita negli ultimi anni grazie al grande lavoro svolto dal MUR, Regioni e, in particolare, dagli Organismi per il diritto allo studio d’Italia”.

Fra le criticità sulle quali il Ministero dovrà dare una risposta vi è sicuramente la questione degli studenti idonei, ma non beneficiari della borsa di studio. Da questo dato si può e deve ripartire per offrire soluzioni inclusive e in grado di garantire il diritto allo studio sancito dalla Costituzione.

Finanziaria: aumenta il FIS

Un’ottima notizia arriva dall’ipotesi di Legge Finanziaria attualmente all’attenzione del Parlamento, all’art. 101 del documento è infatti previsto un aumento del FIS di 250 milioni per ognuno dei 2 anni 2024 e 2025 Tali risorse sopperiscono allo spostamento di tutte le risorse di PNRR, disposto dal MUR su indicazione di ANDISU, nelle annualità 2022 e 2024 proprio al fine di tutelare maggiormente la possibilità di percepire la borsa di studio per gli studenti.

A Roma il 22 novembre si è tenuto il Consiglio Nazionale di ANDISU, Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio

Il PNRR ha portato significativi cambiamenti nel mondo del diritto allo studio. Nuove opportunità, ma dettate da specifiche condizionalità che pongono nuove sfide all’interno delle associazioni che garantiscono il diritto allo studio.

Il tema è stato al centro del consiglio nazionale di ANDISU che si è tenuto martedì 22 novembre presso l’Aula Calasso, all’interno della Facoltà di Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma.

Invitati all’incontro i vari organismi territoriali che promuovono il diritto allo studio per fare un bilancio su ciò che ha rappresentato il 2022 e sulle sfide, da affrontare, per la gestione dei fondi e dei vincoli dettati dal PNRR.

Ad aprire il Consiglio, dopo i saluti istituzionali da parte dell’Università ospitante, Alessio Pontillo, Presidente Nazionale di ANDISU, che ha fatto un primo bilancio degli ultimi mesi: "Quello che abbiamo vissuto è stato un anno intenso dove abbiamo gestito una fase di grande cambiamento del diritto allo studio e abbiamo fatto molto per arginare la pandemia soprattutto all'interno delle residenze. La collaborazione tra gli associati ANDISU ha consentito agli studenti di avere dei servizi migliori, sia sotto il profilo qualitativo sia rispetto alla velocità di realizzazione, aspetti che influiscono in meglio nelle carriere dei ragazzi”.

Tornano le giornate internazionali di diritto allo studio

Pontillo ha dato qualche anticipazione sul lavoro che verrà effettuato:“ Le giornate inazionali per il diritto allo studio, dove gli associati ANDISU hanno realizzato attività di orientamento e formazione dentro gli istituti superiori con i quarti e quinti anni, verranno messe a disposizione degli studenti anche quest'anno. Si tratta di un'iniziativa con un forte impatto sociale ed è un'azione strategica perché ci consente di far conoscere agli studenti che si apprestano ad avviare il proprio percorso universitario i servizi disponibili per la tutela del diritto allo studio".

Fra le problematiche sollevate da ANDISU e al centro del dibattito, nell’anno accademico 2022/2023, la questione di coloro che, pur essendo idonei, potrebbero non beneficiare della borsa di studio. Pontillo ha precisato: “Sul rischio di tornare ad avere in Italia la figura dello studente idoneo non vincitore di borsa di studio l'associazione è intervenuta a più riprese. Recentemente ha inviato una nuova comunicazione, basata su dati reali, che evidenzia al Ministero che le proiezioni che avevamo fatto tempo fa erano corrette. C'è una grande disponibilità da parte del Ministero che è consapevole della problematica e si sta attivando per trovare delle soluzioni. Inoltre i costi delle utenze sono aumentati ed i bilanci degli organismi per il diritto allo studio sono in affanno e per ben due volte l’Associazione ha proposto emendamenti per risolvere la problematica ed essi, pur essendo stati approvati dalla Conferenza delle Regioni, non sono stati inseriti in nessuno dei vari decreti aiuti emanati. Sulle emergenze sulle quali ci stiamo muovendo chiediamo risposte più puntuali”.

DM 1320: “croce e delizia”

William Rossi, Dirigente del Ministero (MUR) ha parlato nel corso del consiglio delle risorse previste dal dm DM 1320: "Ci aspettano nuove sfide da affrontare insieme. Il dm 1320 è una croce e delizia. Delizia perchè ha aumentato le borse di studio, croce perchè ci ha posto di fronte a problematiche di contabilità. Appena acquisito il parere della Conferenza delle Regioni FIS, PON E PNRR saranno immediatamente assegnati ed erogati dal Ministero permettendo agli enti per il diritto allo studio di realizzare i servizi per gli studenti”.

Un webinar per la nuova piattaforma di rendicontazione

Rossi ha poi annunciato: “Il Ministero sta implementando una piattaforma specifica che sarà presentata in un webinar per i vari enti del diritto allo studio per formare riguardo le modalità di rendicontazione. Sarà richiesto anche agli enti per il diritto allo studio uno sforzo in termini di tempestività”.

Rossi (MUR): “Il Pnrr? Deve essere un booster di risorse”

Sulle sfide del PNRR: “Il PNRR deve essere un booster di risorse aggiuntive per creare un circolo virtuoso. Altro tema caldo in questa fase è l'housing universitario. Il quinto bando della legge 338 è in fase istruttoria e arriverà a breve a dei risultati concreti. Come Ministero ci fa piacere condividere l'auspicio di tentare di rifinanziare ulteriormente il quinto bando dato che l'iter è stato complesso. L'auspicio è che si possa finanziare ulteriormente il bando. Partiranno uno o più avvisi pubblici perchè il tema dell'housing è molto importante per il Ministero e su questo il PNRR ha investito molto. Speriamo che in futuro si possano rivedere anche dei target per mettere in campo misure sempre più efficienti. Il PNRR ci ha chiesto di aumentare l'importo delle borse di studio, ma anche di aumentare la platea dei beneficiari con dei requisiti ben precisi. Stiamo facendo squadra con ANDISU su molti fronti, evitare il ritorno del fenomeno dell’idoneo non beneficiario di borsa di studio è il principale”.

Residenze universitarie? La proposta di aprire ai privati

Sull'housing l'apertura ai privati è un obiettivo da raggiungere previsto nel PNRR. C'è l'obiettivo di creare un mercato arrivando almeno a coprire il 20% delle esigenze degli studenti fuori sede. Lo Stato italiano è dovuto intervenire con delle normative che prevedessero un'apertura ai privati imposta dal PNRR. Il Ministero e tutta la governance pubblica dovrà prestare la massima attenzione affinchè non ci siano distorsioni”.

Parzialmente favorevole ad un’apertura anche al mercato dei privati per la gestione delle residenze universitarie, il Prof. Giuseppe Catalano, tra i padri della legge 338/2000: “Si potrebbe pensare a un modello di cooperazione che permetterebbe di mettere a sistema una quantità di posti letto di recupero di immobili esistenti a volte abbandonati".

 

Residenze universitarie? Non semplici dormitori

Il Prof. Catalano ha inoltre parlato anche del concetto stesso di residenza: “In Italia siamo in ritardo per una questione non solo quantitativa ma qualitativa. La residenza non è solo un dormitorio. La residenza è un'esperienza di vita straordinaria. I ragazzi che sono nelle residenze spesso sono anche studenti appartenenti a paesi dove non è facile tornare e che restano negli alloggi tutto l'anno. Bisognerebbe migliorare la capacità di gestione delle residenze. La residenza deve avere una capacità di sviluppo culturale e offrire dei servizi aggiuntivi rispetto a quelli alberghieri. La residenza non è solo una soluzione economica importante, ma è uno straordinario momento di confronto civile e culturale. Residenza vuol dire anche confronto con la diversità è quindi apprendimento”.

Il punto sui LEP

Infine, per quanto riguarda l’aspetto normativo, nel corso del Consiglio si è parlato della questione LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) grazie all’intervento del Prof. Maurizio Zani, membro, insieme ai delegati di ANDISU, del tavolo ministeriale. L’aggiornamento della normativa è attesa dal 2012: "Sono passati 10 anni dal decreto legislativo 68, ed che aspettiamo ancora i LEP. Prima dell'estate il tavolo è stato convocato. Nell'incontro iniziale si è cercato di partire dalle reali esigenze del DSU. Tra gli argomenti di del dibattito una diversa gestione degli studenti extra UE, una semplificazione delle procedure e tempistiche dei servizi per il diritto allo studio e l'inclusione dei servizi che, 10 anni fa non erano previsti come la maggior tutela delle nuove disabilità Alcuni organismi già stanno attuando queste buone pratiche normative, ora vanno messe a sistema affinché diventino pratica comune. La normativa relativa al diritto allo studio deve tener conto di tutti gli studenti: questioni di genere, sostegno psicologico, problematiche legate alla mobilità e alla connessione. Il Tavolo ha costituito un gruppo di lavoro dedicato per redigere una bozza del decreto che verrà riportato al tavolo principale. I tempi sono dettati dal Ministero".